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di casa che avevano riconosciuto il loro uomo. "Ah! questa volta non mi sfuggirai!" gridò d'Artagnan afferrando la spada che sguainò precipitandosi fuori dall'appartamento. Sulla scala incontrò Athos e Porthos che venivano a trovarlo. Essi si tirarono da una parte, e d'Artagnan passò come una freccia. "Dove corri in questo modo?" gli gridarono insieme i due moschettieri. "L'uomo di Meung!" rispose d'Artagnan. D'Artagnan aveva più di una volta raccontato ai suoi amici la sua avventura con lo sconosciuto e l'apparizione della bella viaggiatrice alla quale sembrava che l'uomo avesse affidata un'importante missiva. L'opinione di Athos era che d'Artagnan avesse perduta la lettera nel parapiglia. Secondo lui, un gentiluomo, e dal ritratto che d'Artagnan aveva fatto dello sconosciuto, non poteva trattarsi che di un gentiluomo, non poteva essere capace di una simile bassezza. Porthos non aveva visto in tutto ciò che un semplice appuntamento amoroso dato da una dama a un cavaliere o da un cavaliere a una dama, che d'Artagnan e il suo cavallo giallo erano venuti a turbare. Aramis aveva detto che questo genere di cose erano misteriose e che era meglio non approfondirle. Dalle poche parole di d'Artagnan, compresero quindi di che si trattava, e siccome pensarono che raggiungesse o no il suo uomo, egli sarebbe certamente tornato a casa, continuarono a salire le scale. Allorché entrarono nella camera di d'Artagnan, la camera era vuota; il padrone di casa, temendo per il risultato dell'incontro che senza dubbio stava per aver luogo tra il giovanotto e lo sconosciuto, aveva, fedele all'esposizione che egli stesso aveva fatto del suo carattere, giudicato prudente eclissarsi.
Capitolo 9 SI DELINEA IL CARATTERE DI D'ARTAGNAN
Come Athos e Porthos avevano previsto, dopo mezz'ora d'Artagnan rientrò. Anche questa volta l'uomo era sparito come per incanto. D'Artagnan, con la spada in mano, aveva corso per tutte le strade delle