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mentre sull'altra riva si scorgeva la massa nera degli alberi profilarsi su un cielo tempestoso invaso da grosse nuvole color di rame che creavano una specie di crepuscolo nel cuor della notte. A sinistra si alzava un vecchio mulino abbandonato, dalle ali immobili tra le rovine del quale una civetta faceva udire il suo grido acuto, periodico, monotono. Qua e là, nella pianura, a destra e a sinistra della strada percorsa dal lugubre corteo, appariva qualche albero basso e tozzo, simile a un nano deforme acquattato per spiare gli uomini in quell'ora sinistra. Tratto tratto, un largo lampo apriva l'orizzonte in tutta la sua ampiezza, serpeggiava al disopra della massa nera degli alberi e veniva, come una spaventevole scimitarra, a tagliare il cielo e l'acqua in due parti. Non un soffio di vento nell'atmosfera fatta greve. Un silenzio di morte schiacciava tutta la natura; il suolo era umido e viscido per la pioggia caduta, e le erbe rianimate effondevano il loro profumo con maggiore energia. Due domestici conducevano Milady, tenendola ciascuno per un braccio; il carnefice veniva dietro, e lord Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis venivano dietro il carnefice. Planchet e Bazin venivano per ultimi. I due servitori conducevano Milady dal lato del fiume. La sua bocca era muta, ma i suoi occhi parlavano con la loro inesprimibile eloquenza, supplicando a volta a volta ciascuno di coloro ch'essa guardava. Trovandosi qualche passo più avanti del gruppo, essa disse ai domestici: "Mille pistole per ciascuno di voi se proteggete la mia fuga: ma se mi abbandonerete ai vostri padroni, i miei amici, che sono poco lontani di qui, vi faranno pagar cara la mia morte." Grimaud era esitante, Mousqueton tremava in tutte le membra. Athos che aveva sentito la voce di Milady, si avvicinò prontamente e lord Winter lo imitò. "Rimandate indietro questi due servitori" disse "ella ha parlato loro, non sono più sicuri." Furono chiamati Planchet e Bazin, che presero il