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succedevano rapidamente, il tuono cominciava a rumoreggiare e il vento, precursore della tempesta, soffiava sulla pianura, agitando le piume dei cavalieri. Il gruppo allungò il trotto. Un po' dopo Fromelles, l'uragano scoppiò; furono srotolati i mantelli; rimanevano ancora tre leghe da fare, e furono fatte sotto torrenti di pioggia. D'Artagnan s'era tolto il feltro e non aveva indossato il mantello; egli provava piacere a lasciar scorrere l'acqua sulla sua fronte bruciante e sul suo corpo agitato da brividi di febbre. Non appena i viaggiatori ebbero passato Goskal e quando stavano per arrivare alla posta, un uomo riparato sotto un albero si staccò dal tronco dietro il quale era rimasto confuso nell'oscurità, e si avanzò sino in mezzo alla strada, mettendosi un dito sulle labbra. Athos riconobbe Grimaud. "Che c'è?" domandò d'Artagnan. "Ha forse lasciato Armentières?" Grimaud fece, con la testa, un segno affermativo. D'Artagnan digrignò i denti. "Silenzio, d'Artagnan!" impose Athos "io mi sono incaricato di tutto; spetta dunque a me interrogare Grimaud." "Dov'è?" chiese poi al servo. Grimaud stese la mano in direzione della Lys. "Lontano di qui?" domandò Athos. Grimaud fece vedere al padrone il suo indice ripiegato. "Sola?" domandò Athos. Grimaud accennò di sì. "Signori" disse Athos "ella è sola a mezza lega da qui, in direzione del fiume." "Bene" disse d'Artagnan "guidaci, Grimaud." Grimaud prese attraverso i campi e fece da guida alla cavalcata. Dopo circa cinquecento passi trovarono un ruscello che fu passato a guado. Alla luce di un lampo scorsero il villaggio di Erquinhem. "E' là?" domandò d'Artagnan. Grimaud scosse il capo in atto di diniego. "Silenzio dunque" disse Athos. E il drappello continuò il cammino. Un altro lampo illuminò il cielo; Grimaud stese il braccio, e, al bagliore turchiniccio del serpente di fuoco, si scorse una casetta isolata, sulla riva del fiume, a cento passi dalla chiatta del traghettatore. Una finestra era illuminata. "Ci siamo" disse