Questo capitolo in: Inglese
Francese
Spagnolo
Portoghese
Romeno
Avanti
sempre quando qualche disgrazia mi minaccia, quello che accompagnava la donna infame che conoscete, allorché la incontrai per la prima volta, quello che cercavo quando provocai il nostro caro Athos, quello che vidi la mattina in cui la signora Bonacieux fu rapita! L'uomo di Meung, insomma! L'ho visto, è lui! L'ho riconosciuto quando il vento gli ha aperto il mantello." "Diavolo!" fece Athos pensoso. "In sella, signori, in sella; inseguiamolo e lo raggiungeremo." "Mio caro" osservò Athos "pensate ch'egli va nella direzione opposta a quella verso la quale dobbiamo andare noi, che ha un cavallo ben riposato mentre i nostri sono affaticatissimi e che per conseguenza noi faremo scoppiare le nostre cavalcature senza la minima speranza. Lasciamo in pace l'uomo, d'Artagnan, salviamo la donna." "Eh! Signore!" gridò in quel momento uno stalliere correndo dietro allo sconosciuto; "eh! signore!, questa carta è caduta dal vostro cappello." "Eh! signore! Eh!" "Amico mio" disse d'Artagnan "mezza pistola per quel foglio." "In fede mia, signore, con gran piacere. Eccovelo." E lo stalliere, felice della buona giornata che aveva fatta, rientrò nel cortile dell'albergo; d'Artagnan spiegò la carta. "Ebbene?" chiesero gli amici circondandolo "Non c'è che una parola!" disse d'Artagnan. "E' vero" osservò Aramis "ma questa parola è il nome di una città o di un villaggio." "Armentières" lesse Porthos "mai sentito nominare." "E questo nome di città o di paese è scritto dalla mano di Milady!" esclamò Athos. "Andiamo, andiamo" disse d'Artagnan "conserviamo con cura questo foglio; forse non ho gettato via la mia mezza pistola. A cavallo, amici miei, a cavallo!" E i quattro compagni si lanciarono al galoppo sulla via di Béthune.
Capitolo 61 IL CONVENTO DELLE CARMELITANE DI BETHUNE
I grandi criminali recano con sé una specie di predestinazione grazie alla quale sormontano tutti gli ostacoli e che li sottrae a ogni pericolo