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sentinella voleva respingerlo, ma Felton chiamò il capoposto e, levata di tasca la lettera di cui era latore, disse: "Messaggio urgente da parte di lord Winter." Al nome di Lord Winter, che si sapeva essere uno dei più intimi amici di Sua Grazia, il capoposto dette l'ordine di lasciar passare Felton che, d'altronde, indossava anch'egli l'uniforme di ufficiale di Marina. Felton si lanciò dentro al palazzo. Nel momento in cui entrò nel vestibolo, anche un altro uomo vi entrava, polveroso, senza fiato, il quale aveva lasciato alla porta un cavallo di posta che, appena arrivato, si era abbattuto sulle ginocchia. Felton e lui si rivolsero nello stesso tempo a Patrizio, il cameriere di fiducia del duca. Felton fece il nome di lord Winter, lo sconosciuto non volle far nomi affermando che non poteva farsi conoscere che dal duca. Entrambi insistevano per esser ricevuti prima dell'altro. Patrizio, che sapeva che lord Winter era in stretta relazione col duca, e per intima amicizia e per affari di servizio, dette la preferenza a quello che veniva in suo nome. L'altro fu costretto ad attendere, ma fu facile vedere quanto maledicesse questo ritardo. Il cameriere fece attraversare a Felton una grande sala nella quale aspettavano i deputati di La Rochelle, guidati dal principe di Soubise e lo fece entrare in un gabinetto dove Buckingham, uscito allora dal bagno, terminava la sua toletta, alla quale, questa volta come sempre, dedicava la più straordinaria attenzione. "Il tenente Felton" disse Patrizio "da parte di lord Winter." "Da parte di lord Winter?" rispose Buckingham. "Fatelo entrare." Felton entrò. In quel momento Buckingham gettava su un divano una bellissima veste da camera, ricamata in oro, per indossare un giustacuore di velluto azzurro con un ricamo ricco di perle. "Perché non è venuto il barone?" domandò il duca. "Lo aspettavo." "Mi ha incaricato di dire a Vostra Grazia" rispose Felton "che era addolorato di non potere avere questo onore; glielo impediva la