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attese pazientemente fino all'ora del pranzo. Sebbene al mattino non avesse mangiato, il pranzo le fu portato alla solita ora e Milady si accorse con spavento che l'uniforme dei soldati di guardia non era più la stessa. Allora si arrischiò a domandare che ne fosse di Felton; le fu risposto che un'ora prima era montato a cavallo ed era partito Si informò se il barone era sempre nel castello, il soldato rispose affermativamente e aggiunse che aveva avuto l'ordine di avvertirlo se la prigioniera avesse voluto parlargli. Milady rispose che per il momento era troppo debole e che desiderava unicamente star sola. Il soldato uscì lasciando il pranzo pronto. Felton era stato allontanato, i soldati di marina erano mutati, dunque si diffidava di Felton. Era l'ultimo colpo alle speranze della prigioniera. Appena fu sola, ella si alzò; quel letto dove era rimasta per prudenza e perché la si credesse ferita gravemente, la bruciava come un braciere ardente. Dette un'occhiata alla porta; il barone aveva fatto inchiodare un'asse sullo spioncino, certamente temeva che attraverso quel piccolo pertugio, essa riuscisse ancora, con qualche mezzo diabolico, a sedurre i custodi. Milady sorrise di gioia; poteva dunque abbandonarsi alla sua agitazione senza essere osservata; ella percorreva la camera con l'esaltazione di una pazza furiosa o di una tigre chiusa in gabbia di ferro. Certo, se il coltello le fosse rimasto, essa avrebbe pensato non più a uccidersi, ma, questa volta, a uccidere il barone. Alle sei lord Winter entrò, armato fino ai denti. Quell'uomo che Milady aveva considerato fino a quel momento un gentiluomo abbastanza sciocco, era diventato un abilissimo carceriere; sembrava prevedere, indovinare, prevenire tutto. Una sola occhiata gettata su Milady bastò a rivelargli ciò che succedeva nella sua anima. "Sta bene" disse "ma anche per oggi non mi ucciderete; non avete più armi e, d'altronde io sto in guardia. Avevate cominciato a pervertire il mio povero Felton che subiva