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Felton la guardò per un attimo con la sua solita impassibilità, poi, vedendo che la crisi minacciava di prolungarsi, uscì; la donna lo seguì. Lord Winter non comparve. "Credo d'incominciare a vederci chiaro" mormorò Milady con gioia selvaggia, seppellendosi sotto le lenzuola per nascondere a coloro che eventualmente la spiassero questo slancio di soddisfazione interna. Passarono così due ore. "Ora è tempo che la malattia cessi" diss'ella; "alziamoci e cerchiamo di ottenere qualche piccolo successo oggi stesso; non ho che dieci giorni, e questa sera due saranno già trascorsi." La mattina, allorché la donna era entrata nella camera di Milady, era stata portata la colazione; Milady aveva dunque pensato che non si sarebbe tardato molto a venire a portar via il tavolo, e che in quel momento avrebbe rivisto Felton. Milady non si ingannava: Felton riapparve, e senza badare se Milady avesse o no assaggiati i cibi, fece un segno perché portassero fuori la tavola, che abitualmente veniva portata già pronta. Felton rimase ultimo, aveva un libro in mano. Milady, sdraiata su una poltrona, vicino al camino, bella, pallida, rassegnata, somigliava a una santa vergine che attenda il martirio. Felton le si avvicinò e le disse: "Lord Winter, che è cattolico come voi, signora, ha pensato che possa esservi penosa la privazione dei riti e delle cerimonie della vostra religione; acconsente dunque a che voi leggiate ogni giorno le preghiere quotidiane della 'vostra messa', e vi manda questo libro che ne contiene il rituale." All'aria con cui Felton depose quel libro sul tavolinetto presso il quale essa stava seduta, al tono con cui pronunciò queste due parole: la vostra messa, al sorriso sprezzante con cui le accompagnò, Milady alzò la testa e guardò più attentamente l'ufficiale. Allora alla pettinatura severa, all'uniforme d'una semplicità esagerata, alla fronte liscia e nuda come il marmo, e come il marmo dura e impenetrabile, ella riconobbe in lui uno di quei cupi