Questo capitolo in: Inglese
Francese
Spagnolo
Portoghese
Romeno
Avanti
arrivata. La donna entrò e si avvicinò al letto di Milady, offrendole i suoi servigi. Milady era abitualmente pallidissima, il suo colorito poteva dunque trarre in inganno chi la vedesse per la prima volta. "Ho la febbre" disse "non ho dormito un attimo durante questa lunga notte, soffro terribilmente: sarete voi più umana di quanto siano stati con me ieri? Tutto ciò che domando è d'altronde il permesso di rimanere a letto." "Volete che si chiami un medico?" domandò la donna. Felton ascoltava questo dialogo senza dir parola. Milady pensava che più gente le era intorno, più ne avrebbe potuta impietosire, e la sorveglianza di lord Winter sarebbe aumentata; d'altronde il medico avrebbe potuto dichiarare che la malattia era finita, e Milady non voleva, dopo aver perduto la prima mano, perdere la seconda. "Perché chiamare un medico?" disse. "Questi signori, ieri, hanno dichiarato che il mio male era una commedia, oggi ripeterebbero la stessa cosa. Se avessero voluto chiamare un medico, da ieri sera ne avrebbero avuto il tempo." "Allora" fece Felton con impazienza "diteci come volete essere curata, signora." "E come posso saperlo, mio Dio! So che mi sento molto male, ecco tutto; datemi ciò, che vorrete, poco m'importa." "Andate a chiamare lord Winter" disse Felton, stanco di quelle continue lamentele. "Oh, no no, signore!" esclamò Milady. "Non chiamatelo, ve ne scongiuro; sto bene, non ho bisogno di nulla, non chiamatelo!" Ella mise una così prodigiosa veemenza, una così trascinante eloquenza in questa esclamazione, che Felton, quasi suo malgrado, avanzò di qualche passo nella camera. "E' commosso" pensò Milady. "Eppure, signora" disse Felton "se state veramente male, manderemo a chiamare un medico, e… se ci ingannate, ebbene, tanto peggio per voi; dal canto nostro, almeno, noi non avremo nulla da rimproverarci." Milady non rispose, ma, rovesciando sul guanciale la bella testa, si sciolse in lacrime e scoppiò in singhiozzi.