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Athos. "La vostra potenza è grande, ma, con l'aiuto di Dio, gli uomini hanno spesso vinto i più terribili demoni. Voi vi siete già trovata sul mio cammino, signora, e credevo di avervi annientata; ma, o mi sono ingannato, o l'inferno vi ha risuscitata." A queste parole, che le ricordavano cose spaventose, Milady abbassò il capo ed ebbe un sordo gemito. "Sì, è l'inferno che vi ha rivomitata" continuò Athos "l'inferno che vi ha arricchita, vi ha dato un altro nome, vi ha fatto quasi un altro viso, ma non ha potuto cancellare le macchie dalla vostra anima e il marchio dalle vostre carni." Milady si alzò come mossa da una molla, e i suoi occhi lanciarono lampi. Athos restò seduto. "Mi credevate morto, è vero, come io credevo morta voi? E questo nome di Athos aveva nascosto il conte di La Fère, come il nome di milady Clarick aveva nascosto Anna di Breuil. Non vi chiamavate così, quando quel galantuomo di vostro fratello ci sposò? La nostra posizione è veramente strana" continuò Athos ridendo; "fino a ora ciascuno di noi ha vissuto perché credeva che l'altro fosse morto; un ricordo disturba sempre meno di una creatura, benché anche il ricordo, alle volte, possa essere una cosa divorante." "Ma infine, chi vi ha ricondotto a me?" chiese con voce sorda Milady. "E che cosa volete?" "Voglio dirvi che pur restando invisibile ai vostri occhi, io non vi ho perduta di vista!" "Sapete ciò che ho fatto?" "Posso raccontarvi giorno per giorno le vostre azioni da quando siete entrata al servizio del Cardinale fino a questa sera." Un sorriso incredulo sfiorò le pallide labbra di Milady. "Ascoltate: siete voi che avete tagliato i due diamanti dalla spalla del duca di Buckingham; siete voi che avete fatto rapire la signora di Bonacieux; voi che, essendo innamorata del signor di Wardes e credendo di passare la notte con lui, avete aperto la porta della vostra camera a d'Artagnan; voi che, credendo che il signor di Wardes vi avesse ingannato, avete voluto farlo uccidere dal suo