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di parole, che finì per attirare la sua attenzione. Athos si avvicinò allora al tubo e udì chiaramente qualche frase che gli parve rivestire un tale interesse da indurlo a far cenno ai compagni di tacere e a restare curvo, con l'orecchio applicato all'apertura inferiore. "Ascoltate, Milady" diceva il Cardinale "la faccenda è importante; sedetevi e parliamo." "Milady!" esclamò Athos. "Ascolto Vostra Eminenza con la massima attenzione" rispose una voce di donna che fece trasalire il moschettiere. "Un piccolo bastimento con equipaggio inglese il cui capitano mi è devoto, vi aspetta all'imbocco della Charente, al forte di La Pointe; metterà alla vela domattina." "E' dunque necessario che mi rechi là questa notte?" "Immediatamente, vale a dire appena avrete ricevuto le mie istruzioni. Due uomini che troverete alla porta, uscendo di qui, vi serviranno di scorta; mi lascerete uscire per primo, mezz'ora dopo uscirete a vostra volta." "Sì, Monsignore. Ora torniamo alla missione della quale volete incaricarmi; e poiché ci tengo a continuare ad essere degna della fiducia di cui Vostra Eminenza mi onora, degnatevi di espormela in termini chiari e precisi perché non debba commettere errori." Vi fu un attimo di profondo silenzio fra i due interlocutori; era chiaro che il Cardinale misurava in anticipo i termini di cui stava per servirsi; e che Milady raccoglieva tutte le sue facoltà intellettuali per ben capire quanto egli le avrebbe detto e imprimerselo nella memoria. Athos approfittò di questo momento per dire ai compagni di chiudere la porta dall'interno e di avvicinarsi per ascoltare con lui. I due moschettieri, che amavano i loro comodi, portarono una sedia per ciascuno di loro, e una per Athos, poi tutti e tre sedettero con le teste vicine e le orecchie in ascolto. "Voi partirete subito per Londra" continuò il Cardinale. "Arrivata a Londra, andrete a trovare Buckingham." "Faccio osservare a Vostra Eminenza" disse Milady "che dalla faccenda dei