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Cardinale era sulle dune, al ponte di La Pierre, in una semplice casa senza alcuna trincea. In questo modo, Monsieur sorvegliava Bassompierre; il Re il duca di Augouleme; e il Cardinale il signor di Schomberg. Ciò regolato, si pensò a cacciare gli Inglesi dall'isola. Il momento era favorevole: gli Inglesi, che hanno bisogno, prima di tutto, d'essere ben nutriti per sentirsi buoni soldati, non mangiavano che carne salata e pochi biscotti, avevano molti malati nel loro campo; inoltre, il mare, pessimo in quel periodo dell'anno su tutte le coste dell'oceano, metteva ogni giorno in pericolo qualche piccolo bastimento; e la spiaggia, dalla punta di Aiguillon, fino alle trincee, era letteralmente ingombra a ogni marea di rottami di pinazze, sciabecchi e feluche. Era dunque ben chiaro che se anche i soldati del Re fossero rimasti inattivi nei loro accampamenti, Buckingham, che restava nell'isola di Ré per semplice ostinazione, sarebbe stato, un giorno o l'altro, costretto a togliere l'assedio. Ma siccome il signor di Toiras fece sapere che nel campo nemico si stavano facendo preparativi per un nuovo assalto, il Re giudicò che fosse necessario farla finita e diede gli ordini per un'azione decisiva. Non è nostra intenzione fare una cronaca particolareggiata di questo assedio ma, al contrario, ci proponiamo di riferirne soltanto gli avvenimenti che si collegano alla storia che stiamo narrando; ci limiteremo quindi a dire in due parole che l'impresa riuscì benissimo con grande meraviglia del Re e a maggior gloria di monsignor Cardinale. Gli Inglesi respinti a palmo a palmo, battuti in uno scontro, schiacciati al passaggio dell'isola di Loix, furono obbligati a rimbarcarsi, lasciando sul campo di battaglia duemila uomini, fra i quali cinque colonnelli, tre tenenti colonnelli, duecentocinquanta capitani e venti gentiluomini dei migliori, nonché quattro cannoni e sessanta bandiere che furono portate a Parigi da Claudio di Saint-Simon e appese con gran pompa alle volte di