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per guardare allegramente la Bastiglia; ma poiché guardava soltanto la Bastiglia, non vide Milady che, in sella a un cavallo di color isabella, lo indicava col dito a due uomini dal viso sinistro che si avvicinarono immediatamente al reparto per riconoscerlo. A un'interrogazione che rivolsero con lo sguardo a Milady, essa con un cenno del capo fece capire che era proprio lui. Poi, ben certa che non vi sarebbero stati errori nell'esecuzione dei suoi ordini, spronò il cavallo e disparve. I due uomini seguirono la compagnia, e una volta usciti dal sobborgo Sant'Antonio, salirono su due cavalli già sellati che un domestico senza livrea teneva per le briglie aspettandoli.
Capitolo 41 L'ASSEDIO DI LA ROCHELLE
L'assedio di La Rochelle fu uno dei grandi avvenimenti politici del regno di Luigi Tredicesimo e una delle grandi imprese militari del Cardinale. E' dunque interessante, anzi necessario, dirne qualche cosa, tanto più che molti episodi di questo assedio si collegano talmente alla storia che stiamo raccontando che non è possibile passarli sotto silenzio. I progetti politici del Cardinale quando intraprese questo assedio erano notevoli. Diciamo subito quali fossero; dopo di che parleremo dei suoi progetti particolari, che forse ebbero minore influenza sull'animo di Sua Eminenza. Delle importanti città che Enrico Quarto aveva assegnato agli Ugonotti come piazze di sicurezza, non restava più che La Rochelle. Si trattava dunque di distruggere quest'ultimo baluardo del calvinismo, lievito pericoloso, al quale si mischiavano continuamente fermenti di rivolta civile o di guerre con lo straniero. Spagnoli, Inglesi, Italiani scontenti, avventurieri di tutte le nazioni, soldati di ventura di tutte le sette, accorrevano al primo richiamo sotto le bandiere dei protestanti e si organizzavano come una vasta associazione i cui rami divergevano comodamente su tutti i punti