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vola gli era rimasta impressa indelebilmente nel cuore. Prese dunque la piccola lettera e l'aprì vivamente. "Mercoledì prossimo" diceva "dalle sei alle sette di sera, passeggiate sulla via di Chaillot e guardate attentamente entro le carrozze che passeranno, ma se tenete alla vostra vita e a quella di coloro che vi amano, non dite una parola, non fate un gesto che possa far supporre che avete riconosciuto colei che si espone ai maggiori pericoli pur di vedervi per un attimo." Non c'era firma. "E' un tranello" disse Athos "non andateci, d'Artagnan." "Eppure" disse d'Artagnan "mi par di riconoscere la scrittura." "Forse è falsificata" rispose Athos; "dalle sei alle sette, in questa stagione, la via di Chaillot è assolutamente deserta; tanto varrebbe che andaste a passeggiare nel bosco di Bondy." "Ma se ci andassimo tutti?" disse d'Artagnan. "Che diavolo! Non ci mangeranno mica tutti e quattro insieme con i lacché, coi cavalli e con le armi." "Inoltre sarà una buona occasione per far mostra dei nostri equipaggi" disse Porthos. "Ma se è una donna che scrive" intervenne Aramis "e questa donna non desidera essere vista, pensate che voi la comprometterete, d'Artagnan, e questo non è bene." "Noi resteremo indietro" ribatté Porthos "e il solo d'Artagnan avanzerà." "Va bene; ma si fa presto a tirare una pistolettata da una carrozza che passa al galoppo." "Oh, non mi colpiranno" disse d'Artagnan. "E ad ogni modo raggiungeremo la carrozza e stermineremo quelli che vi sono dentro. Saranno tanti nemici di meno." "Ha ragione" disse Porthos "bisogna pure provare le nostre armi." "Be'! Prendiamoci questo piacere" disse Aramis con la sua aria più noncurante. "Come vorrete" concluse Athos. "Signori" disse d'Artagnan "sono le quattro e mezzo e non abbiamo tempo da perdere, se vogliamo essere alle sei sulla via di Chaillot." "E se usciremo troppo tardi" disse Porthos "non ci vedremmo più e sarebbe un peccato. Andiamo dunque a prepararci, signori."