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che…" "Silenzio!" Grimaud si accontentò di mostrare col dito d'Artagnan al suo padrone. Athos riconobbe l'amico e, per quanto flemmatico fosse, scoppiò in una risata giustificata ampiamente dalla strana mascherata che aveva sott'occhio: cuffia di traverso, sottane ricadenti sui tacchi, maniche rimboccate e baffi irti per l'emozione. "Non ridete, amico mio" esclamò d'Artagnan "per amor di Dio, non ridete! Perché, sull'anima mia, vi dico che non c'è nulla da ridere." E pronunziò queste parole con aria così solenne e con uno spavento così vero che Athos gli afferrò una mano ed esclamò: "Sareste ferito? Come siete pallido!" "No, ma mi è capitata una cosa terribile! Siete solo, Athos?" "Perdio, e chi volete che ci sia da me a quest'ora?" "Bene, bene." E d'Artagnan si precipitò nella camera di Athos. "Suvvia, parlate" disse questi chiudendo la porta e mettendo il catenaccio perché nessuno li disturbasse. "E' morto il Re? Avete ucciso il Cardinale? Siete tutto sossopra; suvvia, parlate, perché muoio realmente d'inquietudine." "Athos" disse d'Artagnan liberandosi delle vesti da donna e rimanendo in camicia " preparatevi a sentire una storia incredibile, inaudita." "Infilatevi prima questa veste da camera" consigliò il moschettiere all'amico. D'Artagnan mise la veste da camera, prendendo una manica per l'altra tanto era ancora commosso. "Ebbene?" chiese Athos. "Ebbene" rispose il giovanotto sottovoce e all'orecchio dell'amico "Milady ha una spalla marcata con un fiordaliso." "Ah!" gridò il moschettiere come se una palla lo avesse colpito al cuore. "Vediamo, siete ben certo" continuò d'Artagnan "che l'altra sia morta?" "L'altra?" disse Athos con una voce così sorda che d'Artagnan lo udì appena. "Sì, quella di cui mi parlaste un giorno ad Amiens." Athos ebbe un gemito e si strinse la testa fra le mani. "Questa" continuò d'Artagnan "è una donna di ventisei o vent'otto anni." "Bionda, è vero?" disse Athos. "Sì." "Con occhi azzurro-chiari, di una strana luminosità, con ciglia e sopracciglia