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Portoghese
Romeno
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maggior parte dell'anno ad accontentarsi dei pasti d'occasione, avrebbe conosciuto i pranzi di famiglia, assaporata la pace di una casa elegante, lasciandosi circondare da quelle piccole cure che, come dicono i vecchi soldati, più si è rozzi, più piacciono Venire, in qualità di cugino, a sedere tutti i giorni a una buona tavola, rasserenare la fronte gialla e grinzosa del procuratore, spennare un poco i giovani di studio insegnando loro la bassetta, il passadieci e il lanzichenecco, vincendo loro, come onorario per una lezione che gli sarebbe costata un'ora di fatica, le loro economie di un mese, erano tutte cose che sorridevano infinitamente a Porthos. Il moschettiere richiamava bene alla memoria, di qua e di là, le pessime voci che correvano a quel tempo su i procuratori e che sono sopravvissute loro: la spilorceria, la ladreria, i giorni di digiuno, ma poiché, tutto sommato, tranne qualche accesso di economia che Porthos aveva sempre trovato intempestiva, la procuratrice si era generalmente mostrata abbastanza generosa, per una procuratrice, beninteso, egli sperava di imbattersi in una casa nella quale regnasse l'abbondanza. Tuttavia, alla porta il moschettiere ebbe qualche dubbio; l'ingresso non prometteva molto; un corridoio puzzolente e nero, una scala male illuminata da certe finestrelle a grata attraverso le quali filtrava la luce di un cortile vicino; al primo piano, una porta bassa, ferrata, con enormi chiodi come la porta principale del Grand-Chatelet . Porthos batté alla porta; uno scrivano grande e pallido, sepolto sotto una foresta vergine di capelli, venne ad aprire e salutò con l'aria di un uomo costretto a rispettare in un altro l'alta statura che indica la forza, l'uniforme militare che indica la condizione e l'aspetto florido che indica l'abitudine del vivere bene. Un altro scrivano più piccolo stava dietro il primo, un altro più grande dietro il secondo, un ragazzo di dodici anni dietro il terzo. In tutto tre scrivani e mezzo; ciò che, per