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ci occorrono per equipaggiarci, visto che abbiamo già le selle." "E in più" disse Athos dopo aver aspettato che d'Artagnan che doveva ringraziare il signor di Tréville avesse chiusa la porta "quel bel diamante che brilla al dito del nostro amico. Che diamine! D'Artagnan è un troppo buon amico per lasciare dei fratelli nell'imbarazzo mentre porta al suo dito medio il riscatto di un re".
Capitolo 29 LA CACCIA ALL'EQUIPAGGIAMENTO
Il più preoccupato dei quattro amici era certamente d'Artagnan, sebbene d'Artagnan, nella sua qualità di guardia fosse ben più facilmente equipaggiabile dei moschettieri, che erano dei signori; ma il nostro cadetto di Guascogna, era come abbiamo potuto notare, di carattere previdente, quasi avaro e con ciò (contrasti che non si spiegano) tanto fastoso da dare dei punti a Porthos. Alle preoccupazioni per la sua vanità, d'Artagnan aggiungeva in quel momento una preoccupazione meno egoista. Per quante informazioni avesse cercato di raccogliere sulla signora Bonacieux, non era riuscito ad avere nessuna notizia di lei. Il signor di Tréville ne aveva parlato alla regina, ma la regina non sapeva dove fosse la giovane merciaia, e aveva promesso di farla cercare. Ma questa promessa era troppo vaga per rassicurare d'Artagnan. Athos non usciva di casa avendo risoluto di non fare un passo per il suo equipaggiamento. "Ci restano ancora quindici giorni" diceva ai suoi amici ebbene! se tra quindici giorni non ho trovato un espediente, o meglio se l'espediente non mi è venuto incontro per conto suo, siccome sono troppo buon cattolico per farmi saltare le cervella con un colpo di pistola, cercherò di attaccar lite con quattro guardie di Sua Eminenza o con otto Inglesi e mi batterò finché uno di essi mi uccida, il che, dato il numero, non può mancare. Si dirà allora che sono morto per il Re, di modo che avrò fatto il mio dovere senza bisogno di equipaggiarmi." Porthos