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non ci sono amicizie che reggano a un segreto, specialmente se questo segreto interessi l'orgoglio; inoltre, si ha sempre una certa superiorità morale sopra coloro di cui si conosce la vita. Ora d'Artagnan, nei suoi progetti d'intrighi futuri e deciso com'era a fare dei suoi tre compagni gli strumenti della propria fortuna, d'Artagnan, dicevamo, non era spiacente di riunire nelle proprie mani quei fili invisibili con l'aiuto dei quali sperava di poterli guidare. Però durante tutto il cammino una profonda tristezza gli stringeva il cuore; egli pensava alla giovane e bella signora Bonacieux che doveva dargli il premio per la sua devozione; ma, affrettiamoci a dirlo, questa tristezza nasceva nel giovane meno dal rimpianto della felicità perduta che dal timore che potesse essere accaduta qualche disgrazia alla povera donna. Non v'erano dubbi per lui, essa era vittima di una vendetta del Cardinale e, come si sa, le vendette di Sua Eminenza erano terribili. Come egli avesse potuto trovar grazia agli occhi del Ministro era ciò che ignorava egli stesso e che certo gli avrebbe rivelato il signor di Cavois, se il capitano delle guardie lo avesse trovato in casa. Nulla fa passare il tempo e abbrevia la strada come un pensiero in cui si assorbiscano tutte le facoltà intellettive. L'esistenza esterna rassomiglia allora a un sonno di cui questo pensiero è il sogno. Grazie a esso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, nulla resta presente al nostro ricordo se non qualcosa di simile a una nebbia leggera in cui si cancellano mille immagini confuse di alberi, di montagne, di paesaggi. Fu in preda a questa allucinazione che d'Artagnan percorse, alla velocità che il suo cavallo volle tenere, le sei od otto leghe che separano Chantilly da Crèvecoeur, senza che arrivando in questo villaggio, ricordasse nulla di quanto aveva visto durante la strada. A Crèvecoeur la memoria gli ritornò