Questo capitolo in: Inglese
Francese
Spagnolo
Portoghese
Romeno
Avanti
"Oh, quello sì, lo conosco! Non personalmente, ma per averne inteso parlare dalla Regina come d'un coraggioso e leale gentiluomo." "Non temete che egli possa tradirvi per il Cardinale, è vero?" "Oh, no, certamente!" "Ebbene, rivelate a lui il vostro segreto e chiedetegli se per quanto esso sia importante, prezioso e terribile non possiate confidarlo a me." "Ma questo segreto non è mio e non posso raccontarlo così." "Stavate pure per confidarlo a Bonacieux" disse con dispetto d'Artagnan. "Come si confida una lettera al cavo di un albero, all'ala di un piccione, al collare di un cane." "Eppure dovete capire che vi amo!" "Lo dite." "Che sono un galantuomo!" "Lo credo." "Che sono coraggioso!" "Oh! Di questo sono sicura." "Allora mettetemi alla prova." La signora Bonacieux guardò il giovanotto con un'ultima esitazione. Ma c'era un tale ardore nei suoi occhi, una tale persuasione nella sua voce, che si sentì trascinata a fidarsene. D'altronde, ella si trovava in una di quelle circostanze nelle quali bisogna arrischiare il tutto per il tutto. La Regina era ugualmente perduta sia ch'ella mostrasse un eccesso di scrupolo, sia un eccesso di fiducia. E, infine, diciamolo francamente, il sentimento involontario ch'ella provava per quel giovane protettore la decise a parlare. "Ascoltatemi" gli disse "mi arrendo alle vostre proteste e cedo alle vostre assicurazioni. Ma vi giuro davanti a Dio che ci ascolta, che se mi tradite e se i miei nemici mi perdonassero, io mi ucciderei accusandovi della mia morte." "E io vi giuro davanti a Dio, signora" disse d'Artagnan "che se fossi preso eseguendo gli ordini che voi mi darete, morirò prima di fare o dire qualsiasi cosa che possa compromettere qualcuno." Allora la giovane donna gli confidò il terribile segreto di cui il caso gli aveva già rivelata una parte in faccia alla Samaritana. Fu questa una scambievole dichiarazione d'amore. D'Artagnan splendeva di gioia e d'orgoglio. Questo segreto, di cui era possessore,