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Il Re infatti chiedeva ogni giorno al Cardinale quando si sarebbe data la famosa festa, e ogni giorno il Cardinale, con un pretesto qualsiasi, differiva il momento di fissarne la data. Dieci giorni passarono in tal guisa; ma otto giorni dopo la scena da noi descritta, il Cardinale ricevette una lettera proveniente da Londra che conteneva queste poche linee:"Li ho, ma non posso lasciare Londra perché non ho danaro; mandatemi cinquecento pistole, e, quattro o cinque giorni dopo che le avrò ricevute, sarò a Parigi." Lo stesso giorno in cui il Cardinale aveva ricevuto questa lettera, il re fece la solita domanda. Richelieu contò sulle dita e calcolò mentalmente: "Essa arriverà quattro o cinque giorni dopo che avrà ricevuto il denaro; sono necessari quattro o cinque giorni perché il denaro arrivi, quattro o cinque a lei per tornare, che fanno dieci giorni; ora, teniamo conto dei venti contrari, degli ostacoli imprevisti, e arriviamo a dodici." "Ebbene, signor duca" disse il Re "avete fatto i vostri calcoli ?" "Sì, Sire: oggi è il 20 settembre, gli scabini della città danno una festa il 3 di ottobre. La cosa si combina a perfezione, perché così non avrete l'aria di voler rabbonire la Regina." Poi il Cardinale aggiunse: "A proposito, Sire, non dimenticate di dire a Sua Maestà, il giorno precedente la festa, che voi desiderate vedere come le stiano i suoi fermagli di diamanti."
Capitolo 17 I CONIUGI BONACIEUX
Era la seconda volta che il Cardinale ritornava sulla questione dei fermagli di diamanti col Re. Luigi Tredicesimo fu dunque sorpreso da questa insistenza e pensò che questa raccomandazione nascondesse qualche mistero. Più d'una volta il Re era stato umiliato per il fatto che il Cardinale, la cui polizia, senza avere ancora raggiunta la perfezione della polizia moderna, era eccellente, fosse meglio informato di lui di quanto avveniva tra lui e la Regina. Sperò dunque, grazie a una