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vostro amore per me è stato la causa della vostra morte, non avrei pace mai più, impazzirei. Partite dunque, partite vi supplico." "Come siete bella così! e come vi amo" disse Buckingham. "Partite, partite! vi scongiuro, e tornate più tardi: tornate come ambasciatore, come ministro, tornate circondato di guardie che vi difendano, di servi che veglino su voi, e allora non temerò più per la vostra vita e sarò felice di rivedervi." "Ma è vero quanto dite?" "Sì…" "Ebbene! datemi un pegno della vostra indulgenza, datemi un oggetto che vi appartenga e che mi dimostri che non ho sognato; un oggetto che voi abbiate portato e che possa portare a mia volta: un anello, una collana, una catena." "E se aderisco al vostro desiderio partirete subito?" "Sì." "Immediatamente?" "Sì" "Lascerete la Francia? tornerete in Inghilterra?" "Sì, ve lo giuro." "Allora aspettate." Anna d'Austria rientrò nel suo appartamento e ne uscì poco dopo tenendo in mano un cofanetto di legno rosa con le sue cifre, tutto incrostato d'oro. "Prendete, milord, prendete e serbatelo per mio ricordo." Buckingham prese il cofanetto e cadde ginocchioni per la seconda volta. "Mi avete promesso di partire" disse la Regina. "E mantengo la parola. Datemi la vostra mano, signora, e partirò." Anna d'Austria tese la mano chiudendo gli occhi, e appoggiandosi con l'altra a Estefania, perché sentiva che le forze stavano per mancarle. Buckingham appoggiò con passione le labbra su quella bella mano, poi, alzandosi: "Prima che siano passati sei mesi, se non sarò morto, vi rivedrò, signora, dovessi sconvolgere il mondo per questo!" E fedele alla promessa fatta, uscì correndo. Nel corridoio incontrò la signora Bonacieux che lo aspettava e che con le stesse precauzioni e uguale fortuna lo ricondusse fuori dal Louvre.
Capitolo 13 IL SIGNOR BONACIEUX
Come abbiamo potuto notare fin qui, nel succedersi degli avvenimenti,