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alle persone del seguito. Ella chiuse la porta dietro di sé, prese per mano il duca, fece qualche passo a tentoni, afferrò una ringhiera, toccò col piede uno scalino e cominciò a salire una scala, seguita dal compagno; il duca contò due piani. Allora essa prese a destra, seguì un lungo corridoio, ridiscese un piano, fece qualche passo ancora, introdusse una chiave in una serratura, aprì una porta e spinse il duca in una sala rischiarata solamente da una lampada da notte, dicendo: "Restate qui, milord, non aspetterete a lungo". Poi essa uscì per la stessa porta che chiuse a chiave, di modo che il duca si trovò letteralmente prigioniero. Purtuttavia, per quanto isolato, bisogna dirlo, non ebbe neppure un attimo di timore; uno dei caratteri salienti della sua personalità era la ricerca dell'avventura e l'amore del romanzesco. Coraggioso, ardito, intraprendente, non era quella la prima volta che rischiava la vita in tentativi del genere; egli aveva saputo che il preteso messaggio di Anna d'Austria, sulla fede del quale era venuto a Parigi, era un tranello, ma invece di tornare in Inghilterra, abusando della situazione nella quale era stato posto, aveva fatto noto alla Regina che non sarebbe ripartito senza averla riveduta. La Regina, sulle prime, aveva recisamente rifiutato, poi era stata presa dal timore che il duca, esasperato, potesse commettere qualche follia. Era ormai decisa a riceverlo e a supplicarlo di partire senza indugio, allorché, la sera stessa di quella decisione, la signora Bonacieux, che era incaricata di andare a cercare il duca per condurlo al Louvre, fu rapita. Per due giorni non si seppe nulla di lei e tutto rimase sospeso. Ma non appena essa fu libera, non appena poté rimettersi in relazione con La Porte, le cose ripresero il loro corso ed ella compì il pericoloso incarico che, senza il suo arresto, avrebbe compiuto tre giorni prima. Buckingham, rimasto solo, si avvicinò ad uno specchio. L'uniforme del moschettiere